In coppia col consueto partner Daniel Lebhardt, il violinista Benjamin Baker si concentra su un trio di sonate accomunate dall’epoca pre-bellica della composizione e dal confronto con temi come l’instabilità politica, la perdita personale e l’eternità della musica. Passione e impeto innervano un’esecuzione vitale che sottolinea la varietà degli umori nel tumulto della guerra: se Copland propone un amaro viaggio introspettivo, il contributo di Poulenc è un’opera in memoria di García Lorca scritta su insistenza di Ginette Neveu, mentre Prokofiev sceglie il lirismo di un elegante tono nostalgico.