Accomunati dalla tonalità ma divisi dal periodo di composizione, i concerti incisi dalla Royal Liverpool Philharmonic Orchestra e Boris Giltburg sotto la guida di Vasily Petrenko diventano un confronto tra due fasi dell’arte e della vita di Beethoven. Se il No. 0 è il lavoro di un precoce tredicenne che nelle mani del pianista moscovita rivela tutta la propria estatica grazia e un puro idealismo, ”L’Imperatore” incarna invece una vetta di potenza raggiunta nella piena maturità. Poderosa nel primo e nell’ultimo movimento, l’esecuzione si adagia con celestiale placidità in quello centrale.