Immergendosi nel ciclo completo di sonate per pianoforte di Mozart, Mao Fujita si lascia guidare dall’intenzione di comprendere l’individualità di ciascuna composizione. A sorprendere, è innanzitutto la freschezza interpretativa, frutto di un approccio che infonde in ogni brano lo spirito della scoperta di un mondo inedito, in cui la celebrata vivacità del genio è puntualmente controbilanciata da spazi di oscurità e angoscia. Trame scintillanti, eleganza tecnica e contagiosi flussi ritmici sono dunque solo un lato di una personalità enorme, che qui viene rivelata nella propria complessità.