Nell’approcciarsi al monumentale affresco per pianoforte cui Messiaen consegna le proprie riflessioni su Gesù bambino, Bertrand Chamayou adotta uno sguardo quasi mistico. Al bagaglio tecnico richiesto dalla difficoltà dell’opera si aggiunge qui un’interpretazione altamente personale che sfocia nella dimensione estatica, evidente in particolare nel decimo e nel ventesimo movimento, dove il magma ribollente della partitura libera feroci lapilli emozionali. Ad arricchire le infinite suggestioni dell’album, una raccolta di cinque omaggi dedicati al compositore da figure quali Takemitsu e Harvey.