In questa raccolta di brani straordinariamente varia, il pianista francese David Kadouch dà il tono con un’esecuzione vivace ma allo stesso tempo delicata dell’improvvisazione di Poulenc “Hommage à Edith Piaf”. È un pezzo che stilisticamente si libra a metà tra il mondo dei salotti di Chopin e i night club in cui Piaf si esibiva.
Segue poi il “Valzer dei fiori” di Čajkovskij, “parafrasato” in maniera stravagante dal leggendario pianista/compositore Percy Grainger. La performance sgargiante e seducente di Kadouch ne apprezza il carattere edonistico e sensuale.
Le personalità della composizione nel programma di Kadouch, tutte facenti parte dell’universo LGBTQ+, generalmente non sono state in grado di esprimere il loro amore in pubblico. Per loro, la musica era un rifugio sicuro in cui poter essere fedeli a se stesse. Ma spesso la musica è più delicata di quella di Grainger: a volte c'è malinconia, come in “Mélancolie” di Poulenc, o passione meditativa, come nel sorprendente frammento di Ethel Smyth “Aus der Jugendzeit!!”.
Si possono anche fare delle scoperte. I tre brani mai registrati della clavicembalista polacca Wanda Landowska includono un virtuosistico e accattivante “Feu follet”. La più sostanziale e sorprendente di tutte è la serie di Variazioni su un tema popolare polacco di Karol Szymanowski. Si descrive un arco drammatico, inclusa una marcia funebre potente e romantica (“Var. VIII”), che sfocia in un finale inizialmente trionfale, e che in seguito continua con una fuga solenne ma sempre più strutturata.