
- SCELTA DELLA REDAZIONE
- Una pianista molto richiesta, dalla tecnica elettrizzante che fa il paio con un'immagine alla moda.
Yuja Wang
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Biografia
Yuja Wang ha fondato la propria carriera sull’interpretazione degli episodi più impegnativi del Romanticismo russo. Affronta il Concerto per pianoforte n. 1 di Tchaikovsky con ardente brillantezza, esibisce un’eleganza straordinaria immergendosi nella profondità e nel dinamismo del Terzo di Rachmaninoff e supera con disinvoltura le insidie tecniche del Concerto per pianoforte n. 3 di Prokofiev: indipendentemente dal repertorio, la sua fenomenale agilità risulta evidente. Nata a Pechino nel 1987 e formatasi nella capitale cinese presso il Central Conservatory of Music, da adolescente si è trasferita negli Stati Uniti per studiare con Gary Graffman, al tempo direttore del Curtis Institute di Philadelphia. La consacrazione internazionale è arrivata quando, sostituendo Martha Argerich come solista per quattro date con la Boston Symphony Orchestra sotto la direzione di Charles Dutoit, ha conquistato appena 20enne la platea con un’estasiante e pirotecnica lettura del Primo di Tchaikovsky. Dopo la firma di un contratto esclusivo con Deutsche Grammophon, ha avuto modo di dimostrare la padronanza dell’opera mozartiana suonando il Concerto per pianoforte n. 9 con Dutoit e Valery Gergiev. L’abilità nel catalogo contemporaneo si manifesta in Must the Devil Have All the Good Tunes? (2020) di John Adams, presentato in anteprima e inciso con la Los Angeles Philharmonic guidata da Gustavo Dudamel.