La profondità spirituale della musica di Arvo Pärt sembra toccare indistintamente le corde dell’anima di fedeli e non credenti. Nella sua essenza, lo stile del maestro spesso combina una purezza e una trasparenza tipiche del canto gregoriano all’interno di una cornice ipnotica e minimalista, dando vita a una formula che immediatamente ammalia e commuove. Avvalendosi di una solista di caratura assoluta come Viktoria Mullova e della Estonian National Symphony Orchestra diretta da Paavo Järvi, questa incisione rende giustizia a uno dei maggiori lavori per violino del compositore. La virtuosa cattura l’anima di un intero mondo sonoro con una prova di strabiliante potenza e intimismo: se il volteggiante incipit di ‘Fratres’ evidenzia un’incredibile capacità di controllo, le scintillanti trame di Tabula rasa vengono affrontate con bruciante intensità. A chiudere l’album, ‘Spiegel im Spiegel’ è un gioiello raffinatissimo, cristallizzato in un’esecuzione mozzafiato che ne esalta la bellezza senza tempo.