Nata a Tokyo, la violinista Sayaka Shoji era appena 16enne quando nel 1999 diventò la più giovane vincitrice del Premio Paganini a Genova. Pubblicato l’anno successivo, il suo album di debutto con la Israel Philharmonic diretta da Zubin Mehta su lavori di Paganini, Chausson e Waxman confermò la nascita di un grande talento. Rilasciata a distanza di due lustri, questa antologia di soli di Bach e Reger immortala un’evidente crescita musicale, testimoniata da un’impressionante prova di maturità e personalità. L’accoppiata degli autori scelti è particolarmente ispirata: grandissimo estimatore del Kantor, Reger arrivò a concepire le proprie composizioni per violino solo – qui eseguite in maniera audace e impeccabile – come omaggi all’impareggiabile contrappunto e al profondo spessore emotivo bachiani. Nel repertorio per violino, esistono tuttavia pochi brani in grado di competere per difficoltà e senso di appagamento con la poderosa ‘Ciaccona’ della Partita n. 2, alla quale la virtuosa giapponese dona elasticità espressiva, ampia varietà tonale, intensità spirituale e immaginazione poetica, in un’interpretazione sensazionale che riecheggia nella memoria.