Affiancando archi e legni a ensemble di cantanti che possono anche esibirsi senza accompagnamento in affascinanti e inusuali movimenti armonici, Eric Whitacre crea intorno alla poliedricità della voce umana un universo solenne e austero. L'autore statunitense rilegge polifonia e canoni del contrappunto alla luce delle dirompenti rivoluzioni del Novecento, includendo reminiscenze antiche e spunti ritmici tradizionali. Nelle vibranti composizioni che sfruttano tutto il ventaglio dinamico, i suoni si sovrappongono in drammatici crescendo e si riducono in silenzi minimalisti di sacrale bellezza.