Per realizzare il sogno di incidere il ciclo completo delle Sei sonate e partite per violino solo di Bach, Augustin Hadelich sceglie di utilizzare un archetto d’epoca, scoprendone la sorprendente fluidità e una risposta fluttuante che rafforza in particolare le suggestioni di ballo delle danze. A emergere, nella vivida e impeccabile esecuzione del violinista, è un intrinseco invito alla fiducia verso il futuro che sembra contraddire la presunta severità del maestro, qui sovrastata dall’eclatante qualità emozionale sbloccata da un’interpretazione in perfetto equilibrio tra eleganza ed energia.