Reduce dal successo del disco dedicato alle sonate di Beethoven, Kotaro Fukuma ha trovato nella musica di Bach un sollievo all’angoscia pandemica. Prendendo spunto dal programma di un suo concerto europeo, il pianista sceglie di concentrarsi su trascrizioni di colleghi e compositori di svariati periodi, caratterizzate dalla fedeltà alle partiture originali. Una tecnica solidissima e un approccio visionario sono il filo conduttore di prove che esaltano le incantevoli riletture di Alexander Siloti o di Ferruccio Busoni e comprendono anche un adattamento firmato dall’interprete stesso.
Jagdkantate, BWV 208
No. 9, Schafe können sicher weiden (Arr. E. Petri for Piano)