Il festival internazionale di Salon-de-Provence ha offerto a un ormai affiatato quintetto l’occasione di incidere sui solchi di un disco il proprio sentito omaggio a una delle più fertili e vitali scene musicali d’inizio ’900. I lieder per flauto e piano di Mahler, l’esondante ipnotismo della ‘Kammersymphonie no.1’ di Schoenberg e il melodico trio per clarinetto di Zemlinsky sono tappe imprescindibili di un viaggio nel tempo e nello spazio di un fermento intrinsecamente mitteleuropeo. Con classe e intesa, Daishin Kashimoto e sodali disegnano un affresco cameristico sul confine tra due epoche.