Articolati sul piano spirituale e avvolti in un’atmosfera a tratti cinerea, gli ultimi cinque quartetti per archi composti da Beethoven vengono qui presentati dal Calidore String Quartet come un viaggio nell’intimità del maestro tedesco. Influenze del calibro di Alban Berg emergono nella mirabile prova della formazione, che offre un’interpretazione potente ma straordinariamente misurata della ‘Grande fuga in Si bemolle maggiore, op. 133’, scavando invece sul lato introspettivo nel movimento d’apertura del n. 14 ed evocando un toccante senso di solidarietà nel ‘Molto Adagio’ del n. 15.