Nonostante trasmetta un senso di esperienza e profondità da interprete classica di metà secolo scorso, la voce di Anna Prohaska delizia il pubblico dell’opera solo dal 2002. La sua intensa immedesimazione nella musica aumenta il peso specifico di poderose letture dei lieder di Schubert e delle arie di Bach, mentre Handel trova nelle versioni del soprano il perfetto connubio di esuberante flessibilità e strabiliante padronanza tecnica. Se Purcell vede emergere il carattere tragico del primo Barocco, un avvincente approccio a Ravel porta a galla il modernismo e l’acume melodico del compositore.