Dopo 40 anni, Pollini, appassionato sostenitore del contemporaneo, pur non avendo mai fatto nulla per resistere ai classici, è riuscito a completare il suo ciclo delle sonate di Beethoven. Nessuno ne dubitava, vista l'autodisciplina che lo aveva indotto a tornare a studiare ancora più alacremente, appena diciottenne, nonostante i grandi elogi di Rubinstein e un futuro luminoso all'orizzonte. I risultati gli hanno dato ragione, consegnandoci un maestro tecnicamente impeccabile e dall'approccio cerebrale ma capace di interpretazioni emozionali. I suoi Studi di Chopin parlano per lui.